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EUGENIO SIRAGUSA:
CINQUANT’ANNI DI CONTATTI E DI DIVULGAZIONE


25/03/1952 - 25/03/2002

di Orazio Valenti

Vado a trovarlo, a chiedergli come sta. La villetta dove abita con la famiglia da 24 anni è lì, alle pendici dell’Etna, a quattro chilometri dall’ultima colata lavica. Il paesino di Nicolosi, all’inizio dell’estate 2001, è stato teatro internazionale dell’attività eruttiva, come bersaglio… mancato. Forse ci sarà un motivo anche per questo, come se un "Dito Naturale" ci indicasse qualcosa in un modo categorico, ma non distruttivo, e questa divinità del fuoco primordiale avallasse l’ultima frase divulgata da Eugenio: "Il Pianeta Terra è diventato intollerante!"
Questa frase, più che inquietante, fa venire i brividi, ma qualche spiegazione in più potrebbe aiutarci a capirne il movente, ricordando insieme quante volte i nostri fratelli cosmici attraverso questo loro operatore particolare si sono espressi nei confronti del rapporto tra l’uomo ed il Pianeta.
[Eugenio Siragusa] Lo trovo nel salotto, come fosse sempre pronto a ricevere tanti amici, ma non è più così. Anche se il sorriso è affettuoso e dimostra la sempre cara disponibilità, il suo sguardo è spesso rivolto all’esterno, al cielo, come se si aspettasse qualcosa che… sta per arrivare.
Ormai, avere un colloquio con Eugenio Siragusa è sempre più difficile, non tanto per la sua avanzata età che dimostra poco, specie quando si appassiona ad una risposta come ai vecchi tempi, ma più che altro perché la sua tristezza, per questa apatia congenita umana, lo ha reso sempre più serio e schivo. Rispolvera spesso vecchi concetti non più presi in considerazione da una umanità, a cui aveva dedicato tutto, che avanza col più lampante menefreghismo verso i valori della vita. In effetti è quello che ha sempre fatto, cioè di ripetere ad ogni visitatore quanto gli era stato detto, senza tergiversare, coerente al massimo: "Vai e divulga".

"Eugenio - gli dico ancora - perché non usciamo, andiamo ad incontrare qualcuno, tanti vorrebbero riceverti, ospitarti a discutere su argomenti di grande interesse…"

"Devo interpretare la Volontà del Padre ed ubbidisco - mi ringrazia con le sue parole vibranti - non mi devo più interessare di nessuno, sono stato fermato per troppa zelanteria, non è più il tempo dell’Amore. Senti cosa mi ha detto Adoniesis il 9 agosto 2001: 'Figliolo del mio spirito. Conferma la mia sentenza per questi enzimi inani in lotta con la Mia Legge di Giustizia Universale'". Così inizia un messaggio che Eugenio Siragusa ha ricevuto da Adoniesis.

Mi viene spontaneo ricordare cosa direbbero certi tacciatori di catastrofismo: "Siamo alle solite", oppure: "Dio è misericordioso e non può farci del male" direbbero certi benpensanti religiosi.

"Purtroppo il concetto che Dio punisca viene travisato dalla logica umana, ma, secondo la Sua Cosmica Legge della Giustizia che difende l’Amore, permette all’uomo di tenersi la sofferenza per quanto possa sembrare terribile! Nella eternità del tempo, Egli asseconda la libera scelta di destino: primo perché è un mezzo di redenzione, secondo perché non gli permette di distruggere la Cellula macrocosmica Terra". - quasi mi sussurra Eugenio, guardandomi e aprendo le mani - "Però, - e qui alza un tantino il tono di voce - se dovessimo cascare dalle nuvole per non voler sentire frasi apocalittiche, sarebbe strano, perché di cronache… i quotidiani ne sono pieni. Ci sono figli che uccidono i genitori, genitori che uccidono i figli, guerre e genocidi sparsi ovunque con kamikaze all’ultimo grido… e questa come la volete chiamare? Spensieratezza di inizio millennio?"

Molti hanno fiducia in tanti accorati appelli di pace e di speranza, G8 pieni di buone intenzioni per la povertà…

Eugenio taglia corto: "Parole! Dove sono i fatti? Ancora non hanno capito nulla. Quest’anno compio cinquanta anni di colloqui con il Padre Cosmico dei miei fratelli, Colui che io amo con immensa tenerezza e che si chiama Giove, Colui che avrebbe voluta sulla Terra una umanità felice e feconda al posto di una infelice ed assassina. Cinquanta anni di persecuzione dai denigratori e congiuranti di questa malvagia generazione non disposta ad accettare la Verità che fa liberi, liberi davvero. Cinquant’anni di consigli ed ammonimenti offerti dal Creatore all’umanità terrestre e che li ha rifiutati, mentre avrebbe potuto evitare di trovarsi nelle attuali condizioni di vita".

È giusto, gli è dovuto, ed è nostro dovere almeno di cronaca ricordare alcuni punti salienti delle sue comunicazioni all’umanità, rileggendo quanto è riportato nei libri (prelevabili gratuitamente n.d.r.) che testimoniano la sua opera.

Eugenio, perché guardi sempre fuori? Che aspetti?

"Il giorno e l’ora in cui arriverà la mia Bianca Astronave, il giorno che segnerà l’inizio della Giustizia del Padre".

A questo punto sorge spontaneo un pensiero, a causa di molte illazioni di studiosi impegnati sull’argomento ufologico, verso le ultime espressioni del Siragusa rivolte alla "Parusia" (Colui che verrà dopo l’apocalisse giovannea), a quel fenomeno denominato apocalittico che potrebbe segnare la scomparsa dell’umanità terrestre: cosa hanno capito della sua opera?
Ammettiamo che questo fenomeno abbia attualmente un rallentamento e l’umanità riesca ancora a vivere in questo modo, con questi presupposti, non volendo considerare le logiche conclusioni dei modi di vivere delinquenziali.
Consideriamo invece solo gli insegnamenti che riguardano la nostra vita, quella interiore, un riallacciamento con i concetti universali dati dai Maestri Celesti, utili a chi vuole liberarsi dalla materialità, dalla violenza troglodita, dall’egoismo inutile, per guardare verso il futuro presente che, dalle ali dello Spazio Infinito, richiama l’anelito del nostro spirito libero.
Ebbene: non ne è valsa la pena di fare tutto quello che si è fatto? Di continuare a lottare per amore del prossimo senza considerare qualsiasi forma conclusiva?
Ecco, pensiamo a quanto ci è stato dato da questo "messaggero" Eugenio Siragusa ed a quanto ci avrebbe potuto dare se lo avessimo ascoltato, per comprendere i nostri Fratelli maggiori con la loro alta coscienza… che noi vogliamo evitare, criticare, senza voler comprendere.
Sì, ne vale la pena di donare la propria vita per questo!
Chi ti ha compreso è con te, Eugenio, e ti vuole bene.

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