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UFOSTORIE...


È UN OGGETTO NON CONVENZIONALE

di Gianfranco Lollino
 

[Edy Guadagnini dalla terrazza della sua casa - 34K .jpg] [Una delle istantanee con il relativo ingrandimento dell'UFO - 22K .jpg] [Ingrandimento di quattro dei dodici scatti all'UFO del giugno 1998 - 15K .jpg] [Le tre istantanee del secondo avvistamento UFO - 26K .jpg] [Uso dell'effetto "rilievo" sull'UFO del secondo avvistamento - 42K .jpg] ["Proiezione circolare" della base dei due UFO  - 28K .jpg] ["Esaltazione di passaggio" delle aree ad alto e basso contrasto dell'UFO - 27K .jpg] [Apposizione di colori artificiali sui vari livelli di grigio della foto dell'UFO - 44K .jpg] [Somiglianza tra i due UFO fotografati - 24K .jpg]
 

    parti precedenti:

L'UFO DI PADERNO DEL GRAPPA »

da "Notiziario UFO" - N. 21 dell'Ottobre 1998

Il materiale fotografico di Paderno del Grappa. Le indagini preliminari, mediante filtri computerizzati, evidenziano elementi confrontabili con gli UFO ripresi su Mexico City, nel 1991.

Rimini, settembre 1998.

Il materiale fotografico inviatomi dal dottor Maurizio Caruso, del CUN di Treviso, riguardante la ripresa di un UFO apparso al signor Guadagnini e sua figlia il 7 giugno 1998, rappresenta senza dubbio una delle sequenze più nitide e significative di un disco diurno, mai analizzate a tutt'oggi sia dal CUN che da altri organismi ufologici stranieri.
Alcune circostanze hanno certamente giocato a favore del testimone: La fotocamera sofisticata, una EOS 5, l'illuminazione del sole a circa 60° di altezza sull'orizzonte e la prontezza nella ripresa fanno di questo caso un documento visivo importantissimo, anche in considerazione del fatto che, come raramente accade, abbiamo potuto visionare e scansionare i negativi originali e questo grazie alla sensibilità e generosità del testimone.
Al di là della vicenda umana e del resoconto testimoniale, attualmente al vaglio degli inquirenti del CUN di Treviso, la consulenza che mi è stata richiesta per l'analisi delle pellicole ha seguito un iter che possiamo definire di routine per ciò che riguarda la metodologia, ma suscettibile di ulteriori sviluppi ed aperto ad ogni tipo di valutazione per ciò che riguarda l'analisi fotografica computerizzata con una strumentazione in continua evoluzione.
Il negativo usato, una Kodak Gold 100ASA, è stato trattato da un punto di vista chimico-fotografico in maniera del tutto standard e purtroppo nelle manipolazioni che hanno preceduto la mia analisi si sono verificati numerosi graffi ed abrasioni che fortunatamente non hanno coinvolto l'oggetto volante in questione.
Generalmente gli obiettivi da porsi in questi casi sono tre:
  1. Verificare contesto e ambientazione dell'avvistamento.
    La verifica avviene con l'analisi per determinare la coerenza delle ombre al suolo degli oggetti presenti nei fotogrammi (case, alberi ecc.), rispetto ai riflessi di luce sullo scafo dell'UFO.
    Dalla verifica della posizione esatta del Sole nel cielo di Paderno del Grappa (14:40 ora estiva), alle coordinate geografiche di 45° 49',3 Lat. Nord e 11° 51',6 Long. Est, ho potuto stimare l'altezza in gradi del Sole sull'orizzonte, circa 60°, utile per determinare la coerenza dei riflessi metallici sullo scafo del disco.
  2. Stabilire distanza e dimensioni dell'oggetto.
    È la parte più lunga e laboriosa perché prevede la misurazione angolare e lineare degli oggetti presenti nella zona di avvistamento e la loro trasposizione in pianta topografica. Ovviamente per questi dati dovremo aspettare che geometri e ingegneri facciano il loro lavoro.
  3. Analizzare graficamente e digitalmente le immagini al fine di stabilire la tridimensionalità dell'UFO ed eventuali dettagli strutturali.
    Tutta la sequenza fotografica è stata acquisita digitalmente con uno scanner dedicato 35mm. alla sua massima risoluzione di 2720 Dpi. Dopo aver proceduto ad una scansione integrale del fotogramma è stata effettuata una scansione in ingrandimento dell'oggetto, cercando di inglobare per quanto possibile sempre qualche dettaglio dello sfondo come alberi, case montagne ecc. Le scansioni sono state effettuate di default, vale a dire senza correggere i valori di contrasto, luminosità e bilanciamento colore, questo perché, come si è visto in altre occasioni, tali correzioni estetiche possono alterare alcune informazioni presenti nell'originale fotografico, ad esempio i contorni dell'oggetto o altri dettagli al limite della visibilità. É sempre bene eseguire queste operazioni di ripulitura e di streching dell'immagine in un secondo momento, dopo la scansione, soprattutto con un software dedicato. Una volta acquisite le immagini, è stata effettuata la prima delle verifiche di routine per accertarsi dell'autenticità dell'UFO.
    L'immagine utilizzata per l'analisi e lo studio dello scafo è la più nitida e ravvicinata della sequenza: la 20a.
ELAB. 1 - Con il filtro "effetto rilievo" di Photoshop appare evidente in tutti i fotogrammi, in particolare in quelli in cui il disco ha un diametro angolare maggiore dato dalla sua vicinanza al testimone, che il contorno dell'oggetto è pulito ed uniforme. Questo controllo, usato da tutti gli ufologi informatizzati sin dalla fine degli anni Settanta, mette al riparo dai falsi più grossolani, come nei casi in cui l'UFO contraffatto è mantenuto sospeso per mezzo di fili o altro, generalmente non rilevabili ad occhio nelle fotografie tradizionali, o per verificare che non vi siano state sovrapposizioni o montaggi fotografici. Come si può notare, lo sfondo appare pulito e uniforme.
Questa analisi, unitamente all'osservazione al microscopio della pellicola originale, porta ad escludere le tipologie di falsi sopra descritte.

ELAB. 2 - Un altro filtro molto usato è il "traccia contorni", che rileva tutto ciò che ha una qualche variazione per contrasto rispetto all'uniformità dello sfondo, esasperando graficamente linee, tracciati e sfumature. Infatti appaiono evidenti la separazione delle strutture ad anello, con al centro del disco una struttura in rilievo di difficile interpretazione.

ELAB. 3 - Come il filtro "emboss", l'effetto "bassorilievo" applicato all'immagine evidenzia in maniera inequivocabile una cavità, laddove appare la banda scura nell'immagine originale, ed anche la parte centrale dello scafo appare come una struttura concava.

Queste ultime due elaborazioni grafiche, mi inducono ad alcune considerazioni:
la sequenza fotografica, eseguita dal Sig. Guadagnini, mostra in maniera inequivocabile le evoluzioni di un oggetto volante le cui caratteristiche non rientrano certamente nella tipologia di un qualunque velivolo terrestre a noi noto e tanto meno convenzionale. La classificazione ufologica invece contempla un'enorme quantità di UFO come quello di Paderno del Grappa, similitudini che vanno dal loro comportamento in volo, alla durata dell'avvistamento, fino ai dettagli dello scafo che, solo in una casistica più limitata ma pur sempre sostanziale, sono visibili. Negli ingrandimenti di alcuni fotogrammi e in particolare nei fotogrammi 15° e 20° è ben distinta la parte inferiore dello scafo dell'UFO. Al di là delle valutazioni strutturali evidenti e rilevabili da tutti, è importante sottolineare come l'ipotesi che questi mezzi siano dotati di un rotore o elementi rotatori, che creano e mantengano un campo magnetico attivo, è credibile e tutto sommato sostenibile, considerando diverse teorie legate al loro modo di sostenersi in volo e capaci di vincere la gravità. Non è certo questa la sede per sviluppare queste tematiche, ma quando si eseguono analisi di immagini avere già un idea di cosa cercare in una foto non è poco. Anche se non sappiamo in realtà come funzionano esattamente queste macchine, abbiamo da tempo escluso alcune possibili forme di propulsione a favore di altre, per una serie di osservazioni ed evidenze fisiche prodotte al passaggio di questi oggetti (vedi le tracce al suolo rinvenute un po' ovunque), dove prevale, in ogni caso, un forte campo magnetico generato dal disco. Ovviamente una pellicola fotografica Daylight (tarata per la luce diurna) è sensibile allo spettro visibile e non è in grado di registrare altre emissioni di energia, a meno che queste non siano tali da interagire e modificare l'ambiente immediatamente circostante l'UFO che le propaga, come certe perturbazioni, probabilmente di tipo termico, adiacenti l'asse longitudinale del disco - il che è stato osservato nei filmati dei dischi messicani durante l'eclisse totale di Sole dell'11 luglio 1991 - fino ad arrivare alla deformazione strutturale del disco, come ben documentato nella sequenza video dell'iperjump ripreso dall'ingegner Fuentes, lo stesso giorno a Città del Messico. Anche a Paderno del Grappa il testimone riferisce di aver notato, purtroppo solo visivamente, il salto istantaneo del disco da un punto all'altro del cielo. Un elemento che mette in forte relazione questo avvistamento con quelli del Messico del 1991, con la sola differenza di avere nel nostro caso una bella immagine statica, e una serie di filmati video meno nitidi a causa della turbolenza atmosferica di Mexico City nell'altro caso.
Con questa prima parte delle analisi ho cercato di mettere in evidenza i punti salienti che dovranno essere approfonditi e sviluppati. Quindi il lavoro continuerà, sia sul campo sia nelle analisi computerizzate con le quali si cercherà di scoprire i dettagli dello scafo.

Le elaborazioni al computer:

[Le elaborazioni al computer dell'UFO fotografato sul Monte Grappa] L'applicazione del filtro "effetto rilievo" di Photoshop ci porta ad escludere che si tratti di un falso grossolano.

Un altro filtro è il "traccia contorni". Appaiono evidenti la separazione delle strutture ad anello, con al centro una struttura in rilievo.

Si evidenzia in maniera inequivocabile una cavità applicando all'immagine il filtro emboss, "bassorilievo".

La dichiarazione di Aldo Guadagnini

Paderno del Grappa,
domenica 7 giugno 1998, ore 14:40

Stavo guardando, dal terrazzo posto al Iato nord della mia abitazione, il versante sud del Monte Grappa compreso tra i paesi di Borso e Paderno del Grappa, con il mio binocolo (Mod. TENTO 20x60 di fabbricazione sovietica) quando mia figlia di anni 12 mi chiese se potevo fotografare una mongolfiera che emetteva un riflesso luminoso. Per guardare di che mongolfiera si trattasse ho puntato il binocolo nella direzione segnalata (nord-nord/ovest). Ad un'altezza stimata di circa 200 metri era immobile nel cielo un oggetto di forma circolare con una fascia più scura ben visibile (anch'essa di forma circolare) nella parte inferiore, con al centro una zona apparentemente metallica.
La forma che ho potuto osservare era all'incirca questa.

[Disegno realizzato da Aldo Guadagnini]

Nel disegno, realizzato da Aldo Guadagnini, due prospettive dell'oggetto.

Nella parte superiore dell'oggetto era ben visibile il riflesso della luce del Sole. Dopo qualche secondo (circa 30) ho posato il binocolo e sono corso a prendere la mia macchina fotografica con la speranza di non aver preso un abbaglio. L'oggetto iniziava lentamente a spostarsi verso nord-est dopo essersi awicinato un po'. Riallontanandosi ha ripreso il suo volo verso nord-est a velocità più sostenuta (non ho udito nessun tipo di rumore che potesse far pensare a dei motori usati per la propulsione). Lo strano velivolo si è rifermato in direzione del Monte Tomba per circa 10 secondi, poi, con uno spostamento laterale notevole di circa 300 metri mi è quasi sparito sotto gli occhi. Bloccatosi di colpo (sempre nella direzione nord-est), dopo circa cinque secondi di immobilità, si è proiettato verso l'alto ad una velocità incredibile e in pochi attimi è sparito alla mia vista.
Tutto quanto è riportato sopra corrisponde a realtà e non a fantasie o invenzioni fotografiche.
La macchina fotografica di mia proprietà usata per queste fotografie è una reflex CANON EOS 5 con controllo visivo della profondità di campo abbinata ad un obbiettivo CANON 50 mm/f1.8 EF HSM. La pellicola usata è KODAK 100 ASA.

Aldo Guadagnini


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